Programma 1^ giornata 08 settembre 2009

Ostia Lido - Roma - Passo Corese


Appuntamento:
Pontile di Ostia Lido (fronte Piazza dei Ravennati) - ore 8,00
Lunghezza:
km 71
Dislivello:
Mt. 165
Difficoltà:
Facile
Caratteristiche:
Completamente pianeggiante; salita finale solo per coloro che alloggiano all’Agriturismo “Colle dell’Arci”, mentre dagli altri alloggi, la stessa è differita alla mattina successiva.
Eventi:
  • Ostia Lido - cerimonia di avvio della Bicisteffetta 2009
  • Roma - C.A.E. (Città dell'altra economia) – incontro con i responsabili del consorzio Città dell'altra economia, con Francesca Santolini, assessore all'ambiente del Municipio Centro Storico di Roma, con l'On. Patrizia Prestipino, Assessore alle Politiche del Turismo dello Sport e delle Politiche Giovanili della Provincia di Roma, e con altri rappresentanti delle istituzioni.
Itinerario
Partenza in bici in direzione di Roma, sulla Via Ostiense, in questo primo tratto “critico” di meno di km. 3,5, con gruppo dei ciclisti scortato da una pattuglia della Polizia Provinciale. Si giunge a Ostia Antica, presso il sito delle antiche saline utilizzate dai popoli dell’entroterra appenninico e soprattutto dai Sabini, fin dall’inizio del I millennio a.C., e in seguito sfruttate anche dai romani.

Dal molo d’imbarco dei battelli sul Tevere il gruppo, con bici al seguito, si trasferisce, a bordo della motonave “Barca Jolly”, fino alle porte della città, al Ponte di Mezzocammino, dove si riprende a pedalare lungo la ciclabile Tevere Sud entrando a Roma. A Piazzale Ostiense, con lo scenario della Piramide Cestia del I sec. a.C., avviene l’incontro con i ciclisti partenti da Roma, proprio accanto al monumento dedicato ai partigiani, un motivo in più per ricordare, proprio nel giorno della sua ricorrenza, l’8 settembre, data profondamente radicata nella memoria storica italiana.

Si passa davanti al Colosseo e, percorrendo i Fori Imperiali, si giunge a Piazza Venezia dove, a Palazzo Valentini, il gruppo sarà accolto dall’On. Patrizia Prestipino, Assessore alle Politiche del Turismo, dello Sport e delle Politiche Giovanili, e dall’On. Amalia Colaceci, Assessore alle Politiche della Mobilità e Trasporti della Provincia di Roma.

Passando per il centro storico rinascimentale e barocco fino a Piazza del Popolo, si esce dalla città attraversando due tra le più importanti ville monumentali, Villa Borghese e Villa Ada.  A Ponte Salario, il gruppo inizia a pedalare sulla Via Salaria, nel suo tratto più critico (privo di alternative parallele), scortato di nuovo dalla Polizia Provinciale, fino a Passo Corese, al confine della provincia reatina, dove inizia il tracciato della Via Salaria Vecchia, il leitmotiv dell’itinerario.

Pernottamento in tre differenti strutture agrituristiche, tutte aziende produttrici del pregiato olio di Alta Qualità della Sabina “DOP”.

Programma 2^ giornata 09 settembre 2009 

Passo Corese (Colle dell'Arci) - Osteria Nuova - Monteleone -

 Rocca Sinibalda - Fonte Cottorella (RI) - Contigliano


Appuntamento:
Passo Corese, Via dell’Arci (bivio agriturismo “Colle dell'Arci”) - ore 9,30
Lunghezza:
km 69
Dislivello:
Mt. 950
Difficoltà:
Impegnativa
Caratteristiche:
Due salite principali, da Passo Corese (30 m) o da Colle dell’Arci (145 m) fino ad Osteria Nuova (400 m) e da Ponte Buida (280 m) a Monteleone (500 m); una salita minore da Monteleone (500 m) fino a 3 km. dopo il bivio di Oliveto (valico Monti Sabini 670 m).
Eventi:
incontri con le autorità locali
Itinerario
Da Passo Corese (30 m, o 140 per coloro che alloggeranno a Colle dell’Arci), ormai in Sabina, inizia il tratto più interessante della Via Salaria vecchia, che non si abbandona fino ad Ascoli: 187 km quasi ininterrotti di strade a basso traffico, ad eccezione di brevissimi tratti, nelle Gole del Velino e del Tronto e tra Rieti e Cittaducale.

Si salgono le prime pendici dei monti Sabini, tra gli uliveti delle intense coltivazioni che primeggiano nel panorama collinare, con la veduta retrostante sulla Valle del Tevere e finanche Roma. Ormai in alto, prima della piccola chiesetta della Madonna della Quercia e non lontano dal piccolo borgo di Ponticelli, rapida visita a uno dei manufatti più importanti della Salaria Romana: il Ponte del Diavolo ad archi del III-IV sec. a. C.. Passando nuovamente davanti a due migliare romane del periodo augusteo e del tardo impero (I sec. a.C. e IV sec. d.C.), si giunge a Osteria Nuova (400 m), dove si termina la prima salita. Si scende brevemente fino a Ponte Buida (280 m) e, poco dopo, si devia per intraprendere il tracciato di uno dei diverticoli della Via Salaria classica, realizzati nell’alto medioevo per sfuggire alle razzie barbariche e saracene, tanto che in questo tratto si contano sino a ben sei Salarie tuttora identificabili. Si segue questo tracciato, che coincide in parte con l’antica Via Caecilia, costruita dai Romani nel II sec. a.C. per collegarsi con Amiternum, in Abruzzo e con la costa adriatica ad Hadria, l’attuale Atri. Si affronta una seconda erta salita, con dislivello concentrato in pochi chilometri, che permette di valicare completamente i monti Sabini, la più impegnativa di tutto l’itinerario. Si giunge al borgo di Monteleone Sabino, nei pressi del quale sono previste due soste: a Trebula Mutuesca, antico sito sabino, e a Santa Vittoria (IV-XII sec.), una delle più pregevoli chiese romaniche della Sabina e del Lazio, in splendida e isolata posizione.

Si prosegue con alcune ondulazioni raggiungendo il culmine della salita (670 m), con panorama sui monti del Parco Regionale di Monte Navegna e Monte Cervia; si inizia a scendere, passando a un chilometro da Rocca Sinibalda, che domina imponente la bassa Valle del Turano con il suo castello (XI-XVI sec.). Lungo la S.P. Turanense si completa la discesa per lambire Rieti, città che conserva una forte impronta medioevale, nonostante i bombardamenti subiti nella seconda guerra mondiale, con numerosi monumenti medioevali e una cinta muraria ben conservata: la sua visita è prevista nella terza tappa.

La seconda tappa, infatti, si conclude a Contigliano (390 m), un caratteristico borgo laziale che si affaccia sulla Valle Reatina, testimone del Cammino di San Francesco, lungo il quale è prevista la visita del Santuario di Fonte Colombo (550 m), per il quale si sale con una breve e secca pendenza.

Programma 3^ giornata 10 settembre 2009 

Contigliano -  Rieti - Cittaducale - Sant’Angelo - Borgo Velino -

 Antrodoco - Sigillo - Posta - Valico di Torrita - Amatrice


Appuntamento:
Contigliano, Via Ettore Franceschini, 7 - ore 8,00
Lunghezza:
km 88
Dislivello:
Mt. 1.130
Difficoltà:
Impegnativa
Caratteristiche:
due sole salite impegnative, dal bivio Cittareale (825 m) al Valico di Torrita (1020 m) e dal Lago di Scandarello (820 m) ad Amatrice (950 m); meno difficile la salita lungo le Gole del Velino, da Antrodoco (480 m) a Posta (720 m) con dislivello ben distribuito e con pendenze lievi; percorso ondulato nella prima parte, lungo la Media Valle del Velino da Rieti ad Antrodoco, dove sono da segnalare tre brevi salite: dopo Rieti, dalla Ss. 4 (399 m) a Cittaducale (495 m), da Vasche (415 m) alla chiesa di S.Rocco (505 m) e da Canetra (435 m) fino in prossimità di Ponte Basso (493 m); per il resto si sale costantemente, ma senza grosse pendenze, lungo strade di valle. Visto l'impegno di oltre 1000 metri di dislivello totale di questa frazione, ai meno allenati suggeriamo la possibilità di percorrere la prima parte di questa tappa con il treno, da Contigliano alla stazione di Antrodoco-Borgo Velino (km 32, tempo viaggio 40' ca., costo biglietto 2,30 € + 2,30 € = 4,60 €; 1° treno 7129, p. 9:04 - a. 9:46; 2° treno 7005, p. 10:07 - a. 10:44)
Eventi:
incontri con le autorità locali
Itinerario
Si ripercorre a ritroso un breve tratto del percorso del giorno precedente, fino al fiume Velino, che si costeggia fino a Rieti (390 m). Superato il Velino con il ponte costruito sopra i resti di quello romano, d’epoca repubblicana si attraversa il centro storico di Rieti lungo il percorso dell’Antica Salaria, e si esce dalla medioevale Porta d’Arci. Si percorre appena la Salaria che, nella media valle del Velino, non conserva tratti idonei alle bici, facendo preferire quindi un itinerario su strade minori comunali e interpoderali a basso traffico e una lunga ciclabile. Si fiancheggia di nuovo il Velino su strade in parte sterrate, con panorami che mostrano un’anteprima del baluardo appenninico che si dovrà superare: i monti Reatini a sinistra e i monti abruzzesi della Duchessa-Velino a destra, con il Terminillo e il Monte Nuria in evidenza.

Si attraversano Santa Rufina e Cittaducale (480 m), quest’ultima con borgo che conserva un importante impianto urbanistico rinascimentale, dove si evidenziano alcune torri medioevali.

Su uno sterrato, lungo il Velino, si attraversa la Piana di San Vittorino, ricca di numerose importanti sorgenti, acque che alimentano l’acquedotto del Peschiera, il più importante indotto idrico di Roma.

Si superano Sant’Angelo, i laghetti di Canetra e quello di Paterno, dominato dai contrafforti della villa romana del I sec. d.C. di Tito o Palazzo Vespasiano; quindi, dopo aver superato il Velino con qualche dislivello, appena prima di Borgo Velino, si può ammirare la chiesa paleocristiana dei SS. Rustico, Dionisio e Sant’Eleuterio, del VIII-IX sec., attorno alla quale si sviluppò un villaggio nel periodo alto medioevale. Poco più avanti, si incontra la chiesa romanica di Santa Maria extra moenia del IX sec., di eleganti forme, con bel campanile e battistero del V-XII sec.

Si giunge ad Antrodoco, dopo Rieti il più importante centro della Valle del Velino, da cui diparte l’antica Via Sabina che, attraversando le anguste Gole di Antrodoco, raggiunge la Valle Aterno dove, secondo Catone, si localizza il più antico sito del popolo sabino, Testruna, non lontano da Amiternum (L’Aquila), territorio purtroppo colpito dal disastroso terremoto di questa primavera.

Dopo Antrodoco (480 m) si riprende a salire e, poco dopo, appena appartata dalla Via Salaria, s’incontra l’Abbazia dei SS. Quirico e Giulitta (X sec.). Man mano la valle si restringe, penetrando nelle anguste gole del Velino, dove inizia il tratto più selvaggio e affascinante della Salaria sabina, che culmina con lo stretto passaggio del Masso dell’Orso: il taglio colossale nella roccia realizzato dai romani per superare uno stretto passaggio tra strapiombi rocciosi. In questo punto s’incontra la migliara romana del periodo augusteo, epoca dei grandi restauri della via Salaria, che segna il punto mediano della strada tra Roma e l’Adriatico. Prima di Sigillo inizia il tratto montano, con panorami tra i più interessanti di tutta la Salaria, il cui tracciato vecchio s’interromperà a Trisungo nelle Marche, all’inizio delle corrispondenti gole del fiume Tronto, che caratterizza il percorso nel versante adriatico.

Al termine delle gole del Velino, si attraversano il borgo di Posta (720 m) e numerose piccole frazioni fino alla base dell’ultima salita che conduce al valico di Torrita.

Valicato lo spartiacque appenninico di Torrita (1020 m), che ha dato i natali ad uno dei più illustri imperatori romani, Vespasiano, inizia la discesa verso l’Adriatico, con imponente scenario sul monte Vettore e sulla catena dei monti della Laga.

Dalla Via Salaria vecchia (820 m), deviazione e sosta obbligata ad Amatrice (950 m), avamposto territoriale del Lazio, nota soprattutto per i suoi apprezzati spaghetti, con borgo medioevale e rinascimentale adagiato nella conca omonima tra Umbria e Abruzzo.

Programma 4^ giornata 11 settembre 2009 

Amatrice - Accumoli - Arquata del Tronto - Quintodècimo -

 Acquasanta Terme - Ponte d’Arli – Ascoli


Appuntamento:
Amatrice, Torre Civica – ore 9,00
Lunghezza:
km 61
Dislivello:
Mt. 300
Difficoltà:
Medio-Facile
Caratteristiche:
Quasi tutto in discesa, ad eccezione della salita per Accumoli (840 m) da Libertino (730 m) ed una salitella prima di Arquata del Tronto da Tufo.
Eventi:
incontri con le autorità locali
Itinerario
Da Amatrice si riprende la Via Salaria vecchia (820 m) e s’inizia a percorrere la valle del Tronto, ben più profondamente incassata di quella del Velino. Da un allargamento della valle (730 m), si raggiunge Accumoli (840 m), alta su un poggio, ultimo comune del Lazio e il più distante da Roma. Uscendo quindi dal cuneo laziale tra Umbria e Abruzzo, si entra nelle Marche. La strada si snoda sempre più alta sulla valle, in uno dei tratti più belli e panoramici della Salaria trontina. Si raggiunge Arquata del Tronto (730 m), posta a guardia dell’imbocco delle Gole del Tronto, primo comune del Piceno, con il suo ardito castello, che si potrà visitare.

Dopo una breve puntatina nel sottostante borgo di Trisungo, dove è conservata una migliara romana dell’Antica Salaria, si discende attraversando le orride gole del Tronto, altrimenti dette della Risega, che si possono meglio ammirare in un tratto di 2 km. di Salaria vecchia, lasciata libera dal traffico grazie al nuovo tunnel. Si attraversano i solitari borghi di Quintodecimo e di Acquasanta, dove le gole si aprono ai paesaggi più dolci della media valle del Tronto. Da quest’ultimo borgo si riprende la Via Salaria vecchia. Si continua a scendere superando altri piccoli abitati minori, tra i quali spicca Ponte d’Arli, con il suo ardito ponte cinquecentesco.

Si traversa l’ultimo tratto della Via Salaria vecchia sino ad Ascoli, in compagnia di un paesaggio man mano sempre meno aspro e movimentato ai lati dai monti e dalle rotonde colline che digradano verso il mare, tra i quali spiccano la Montagna dei Fiori del gruppo della Laga e il Monte Ascensione con il suo inconfondibile profilo a “scaletta”. Si fa sosta ad Ascoli (150 m), degna capitale del Piceno che, grazie all’integrità architettonica, costituisce uno dei complessi monumentali più importanti d’Italia, stretto tra le profonde anse dei fiumi Tronto e Castellano. Visita veloce al capoluogo piceno.

Programma 5^ giornata 12 settembre 2009 

Ascoli - Porto d’Ascoli - San Benedetto del Tronto


Appuntamento:
Ascoli, piazza del Popolo – ore 10,00
Lunghezza:
km 38
Dislivello:
Nessuno in salita
Difficoltà:
Molto facile
Caratteristiche:
Breve discesa iniziale e completamente pianeggiante fino al mare.
Eventi:
Cerimonia di arrivo
Itinerario
Uscendo da Ascoli, si abbandona completamente la Via Salaria, poichè, allo stato attuale, in attesa del completamento della ciclabile lungo la sponda sinistra del Tronto, la statale si presenta piuttosto trafficata. E’ preferibile, invece, percorrere la Strada della Bonifica, più agevole, che si snoda poco più a valle, completamente pianeggiante, a destra della sponda del Tronto, che per un tratto sconfina in Abruzzo. Raggiungiamo, infine, la SS. 16 Adriatica, con la quale superiamo il Tronto, ormai prossimo alla foce, dove recentemente è stato creato il Parco Naturale della Sentina, per tutelare lo sbocco al mare del fiume, presso cui era l’antico sito di Castrum Truentinum dove i Piceni prelevavano il sale sull’Adriatico.

Entrati a Porto d’Ascoli, frazione di San Benedetto del Tronto, si raggiunge la litoranea, che ci accoglie con il suo luminoso lungomare ornato da numerosissime palme, che fa da contorno alla ciclabile adriatica. Poco più avanti si arriva a San Benedetto del Tronto, ultimo comune dell’itinerario dominato dalla possente Torre Gualtieri.